Dopo la carta del vino, nelle Marche nasce la carta della pasta

Camerino (Macerata) – Dopo la carta del vino, delle birre e delle acque, sulle tavole dei ristoranti italiani sarà possibile consultare anche la “Carta delle Paste”. L’iniziativa, nata con il patrocinio del comune di San Benedetto del Tronto e la collaborazione tra il pastificio Spinosi di Campofilone e l’Unicam, rappresenta una vera e propria novità nel campo alimentare; che la psta fosse elemento fondamentale per l’ottima riuscita dei primi piatti, era fuori discussione; ma la consacrazione della massima rappresentanza del made in Italy in formato “à la cart” è davvero un’idea da apprezzare in modo corale. Il catalogo delle diverse tipologie di pasta made in Italy – contenente le caratteristiche di produzione, le caratteristiche organolettiche, le diverse modalita’ e tempi di cottura e i sughi che meglio si addicono ad ogni tipologia di pasta – è stato realizzato con l’aiuto dei ricercatori di Unicam, industriali pastai, ristoratori italiani e stranieri. “Abbiamo accolto con entusiasmo l’idea di Vincenzo Spinosi di realizzare questo utile strumento – ha spiegato Alberto Cresci, direttore dell’Unicam, che ha sede a San Benedetto del Tronto -. Come ateneo, ci faremo carico delle analisi chimico-fisiche, microbiologiche e nutrizionali della pasta, mettendo a disposizione tutte le nostre competenze maturate nel settore”. Ai ristoratori, invece, e’ stato assegnato il compito di abbinare i sughi alla pasta. In questa prima fase la “Carta” sara’ utilizzata dai ristoratori di San Benedetto del Tronto, ma l’auspicio dei promotori dell’iniziativa e’ che la diffusione possa rappresentare un valido strumento per la promozione dei prodotti all’estero. Le proprieta’ delle pasta sono da tempo al centro di importanti studi scientifici, tra i quali quello condotto in passato dai ricercatori di Unicam, Alberto Cresci e Carla Orpianesi, in collaborazione con i colleghi dell’universita’ di Firenze, pubblicato sulla prestigiosa rivista americana ‘Nutrition and Cancer’: il lavoro di ricerca ha dimostrato che cibi ricchi di amidi, come la pasta, facevano diminuire nei ratti l’incidenza del cancro al colon. In questo panorama enogastronomico “pastaiolo”, sembra quasi impossibile che ci sia qualcuno che si pone fuori dal coro; eppure è così. Mentre in questi giorni, infatti, si discute dell’importanza della pasta, c’è chi – addirittura – priva il proprio menù di qualsiasi tipo di primo, favorendo la logica della leggerezza a scapito della ricchezza del nutrimento. L’idea in controtendenza porta la firma dello chef Massimiliano Corvella, “mente” geniale del neo-nato ristorante Newyorkese, straordinaria perla tra i ristoranti di Recanati: “il nostro ristorante si rivolge ad una clientela che necessita di piatti leggeri, basati sull’uso di materie prime nobili; la cucina si deve adattare agli stili di vita attuali, per questo abbiamo deciso di eliminare i primi piatti. Il nostro cliente tipo è il businessman, l’imprenditore, il dirigente che viaggia per affari” – continua Corvella – “subito dopo pranzo è possibile che debba affrontare un viaggio o debba incontrare un cliente importante… la pasta è un alimento sano e straordinario ma, nella nostra tradizione, la pasta vive di condimenti non proprio leggerissimi. Piuttosto che stravolgere la tradizione, ho voluto affrontare un nuovo cammino”. Finchè c’è scelta, che male c’è!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...